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Rischi e complicanze dell’intervento chirurgico odontoiatrico

Quali possono essere i rischi e le complicanze dell‘intervento chirurgico?

I rischi e le complicanze, dal punto di vista generale, sono paragonabili ad un comune trattamento chirurgico odontoiatrico se il paziente è in buona salute. Se durante la fase diagnostica emergono dati clinici che necessitano di approfondimento, si richiederà la collaborazione di altri specialisti. I rischi e le complicanze locali sono assai ridotte effettuando una diagnosi precisa ed utilizzando immagini radiogra?che quali la l’AC (Tomografia Computerizzata).

Tuttavia. operando in vicinanza di terminazioni nervose. può talvolta persistere per qualche settimana, al massimo qualche mese. un leggero senso di formicolio. Questa evenienza è rara e in alcuni casi può essere permanente; si veri?ca più frequentemente quando si opera a livello della mandibola ed è insita nella tecnica chirurgica. In pazienti anziani è più frequente il formarsi di ematomi. Il gonfiore non deve destare preoccupazione: tale evenienza non può essere considerata una complicanza ma un fattore del normale decorso post-operatorio. La terapia farmacologica con antinfiammatori limiterà il gonfiore. Per ogni singola zona operata saranno fornite tutte le informazioni sui possibili rischi e le complicanze specifiche.

Quali possono essere i rischi o le complicanze tardive delle protesi supportate da impianti osteointegrati?

Le complicanze delle protesi supportate da impianti osteointegrati sono rare; tuttavia, si possono veri?care negli anni alcuni inconvenienti di carattere in?ammatorio o meccanico:

  •  in caso di non adeguata attuazione delle necessarie manovre domiciliari di igiene orale o inosservanza dei controlli periodici stabiliti. gli impianti, come i denti naturali possono andare incontro a fenomeni di infiammazione causati dalla placca batterica e dal tartaro. Le infezioni batteriche (perimplantiti) non trattate possono progredire fino alla perdita dell’impianto. Al minimo fastidio o dolore il paziente deve richiedere una visita di controllo. Casi iniziali di perimplantiti sono facili da curare!
  • le protesi dentali definitive vengono generalmente fissate agli impianti mediante viti o cementi particolari. Con la prolungata funzione e l’usura. le viti di fissazione delle protesi possono svitarsi o fratturarsi. Il cemento con il tempo può perdere la sua funzione di ritenzione; in tal caso. la protesi comincia ad avere una certa mobilità e anche in assenza di dolore o fastidio. la protesi deve essere immediatamente riawitata o ricementata per evitare danni agli impianti e fratture delle viti di fissazione. Anche in questo caso è molto importante. quindi, che il paziente richieda una visita di controllo.

TERAPIA FARMACOLOGICA
Studi clinici effettuati su un elevato numero di casi hanno dimostrato una percentuale di successo maggiore nei pazienti che hanno eseguito una terapia pre/post operatoria con antibiotici a largo spettro e con antin?ammatori di ultima generazione. L’utilizzo di clorexidina pre/post operatoria permette di ottenere una riduzione significativa delle complicanze infettive.

IL FALLIMENTO
Esiste la possibilità di rigetto? No. perché il titanio e un materiale assolutamente biocompatibile, in quanto del tutto inerte dal punto di vista biologico. Esiste. invece, la possibilità di “fallimento implantare”. che può veri?carsi immediatamente oppure a medio-lungo termine.

° Il fallimento immediato (mancata osteointegrazione dell’impianto prima della fase protesica) è un’evenienza rara (dalla nostra esperienza e dai dati pubblicati in letteratura gli insuccessi immediati rappresentano il 2-3% dei casi). Nel caso di riabilitazioni estese o di protesi fisse di più denti su impianti. in fase di programmazione chirurgico-implantare la progettazione prevede un numero tale di impianti che consente di avere un “margine di sicurezza” su cui contare in caso di insuccesso.
. Il fallimento a medio-lungo termine può essere invece causato da un non corretto mantenimento dell’impianto. E fondamentale che il paziente si sottoponga a controlli periodici e che curi scrupolosamente la propria igiene orale. Il paziente, oltre alle normali procedure di igiene professionale, sarà sottoposto ad uno scrupoloso controllo clinico degli impianti e. una volta all’ anno, ad un controllo.

Cosa succede in bocca quando un impianto fallisce?
Il danno biologico residuo. nel caso di un fallimento implantare con i moderni impianti, è inesistente. La perdita dell’impianto è paragonabile all’estrazione di un dente monoradicolato (ad es. un incisivo) e, nella maggior parte dei casi. non pregiudica la possibilità di posizionare un altro impianto immediatamente o dopo guarigione avvenuta (2-3 mesi).

DURATA E MANTENIMENTO
Quanto dura un impianto dentale?
Quando un impianto si è integrato con l’osso non c’è limite alla sua durata. purché il paziente mantenga una scrupolosa igiene domiciliare e si sottoponga a controlli periodici e la riabilitazione sia eseguita nel rispetto di corretti parametri tecnici.
$i può reintervenim a livello delle pmtesi su impianti? Sì: tutte le protesi su impianti sono fissate agli impianti stessi mediante viti o cementi particolari e possono essere rimosse dal protesista qualora se ne rilevi la necessità. In seguito ad un trattamento implantare si può incorrere nel rischio dell’insorgenza della malattia perimplantare o perimplantite, un processo infettivo di origine presumibilmente batterica nel tessuto osseo circostante l’impianto stesso.

CONTROLLO DEI FATTORI DI RISCHIO
Alcune situazioni cliniche sono state storicamente associate ad una maggior rischio di fallimento quali: fumo di sigaretta. osso di scarsa qualità. impianti corti e carico protesico precoce. Le nuove super?ci implantari bioattive della BIOME’I’3i permettono però di ottenere risultati ugualmente soddisfacenti anche in presenza di tali fattori. In pazienti fumatori è stato riscontrato Io stesso successo osservato in pazienti non fumatori.

L’esistenza di una densità ossea non ottimale non pregiudica il risultato clinico.

I tempi ridotti di attesa (2 mesi invece dei tradizionali 4/6 mesi) per effettuare il carico protesico garantiscono la stessa riuscita del trattamento.

L’utilizzo di impianti corti permette di ampliare il trattamento alla quasi totalità dei pazienti.

E necessaria comunque un’approfondita indagine diagnostica da parte del medico curante per valutare l’idoneità del paziente al trattamento impiantare.

Vedi anche: Implantologia dentale genova

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